Le innovative stampanti 3d rivoluzionano il modo di stampare

Le innovative stampanti 3d rivoluzionano il modo di stampare

Le nuove frontiere della tecnologia riguardo le stampanti, sono quelle delle stampanti a 3d.

Questi innovativi macchinari, partendo da un modello digitale, lo elaborano attraverso dei particolari software dedicati per trasformarlo, strato dopo strato, in un oggetto reale.

Dove vengono utilizzate

Le stampanti 3d sono utilizzate perlopiù oggigiorno nel settore industriale, nella visualizzazione di modelli, nella prototipazione/CAD, o per la colata dei metalli, nel settore dell’architettura, della tecnica geo spaziale, nel settore della sanità e delle biotecnologie o anche nella vendita al dettaglio.

Altre applicazioni sono per la ricostruzione dei fossili, la replica di manufatti antichi, la ricostruzione di ossa e parti del corpo in medicina legale e di prove sulla scena del crimine in polizia.

Utilizzando poi dei particolari processi di stampa 3D queste sono anche usate per riprodurre beni culturali.

Come funzionano

In pratica questi dispositivi possono realizzare qualsiasi modello tridimensionale tramite la metodica di produzione additiva, vale a dire che da un oggetto disegnato digitalmente tramite un software, si può riprodurre in un oggetto reale, con appositi materiali posizionati a strati uno sopra l’altro, a sezioni trasversali.

Le dimensioni della stampante possono essere diverse, da più grandi a molto piccole e compatte. Vi è ad esempio sul mercato una stampante con le misure di 1,15x1x1,19 m, che può realizzare un tavolino o magari un piccolo mobiletto. Il materiale stampato risulta uguale al decimo di millimetro al progetto originario.

Materiali utilizzati

Il materiale impiegato per realizzare gli oggetti in 3d dipende dalla tipologia di stampante che si possiede. In generale si utilizzano sostanze termoplastiche e fotopolimeri. Vi sono materiali contrassegnati con la sigla PLA e quelli con la sigla ABS: i primi (Poly Lactic Acid) sono materiali biodegradabili derivati dall’amido di mais, mentre i secondi (Acrylonitrile Butadiene Styrene) sono originati dal petrolio e quando vengono riscaldati emettono dei fumi nocivi per la salute, però danno una maggiore resistenza alle sollecitazioni meccaniche rispetto ai primi.

Le “cartucce” delle stampanti 3d sono composte da filamenti di dette sostanze che sono utilizzati per la formazione del materiale di deposito che strato dopo strato va a formare l’oggetto desiderato. In quei casi in cui si utilizza la sinterizzazione laser si usano composti con un metallo, che garantiscono una più alta resistenza nel risultato. L’evoluzione tecnologica sta comunque portando all’introduzione di nuovi materiali come la fibra di carbonio.

Il loro costo è vario così come è difficile dare un costo di stampa totale. Solitamente si deve calcolare qualche unità di euro per centimetro cubo, ma il tutto dipende dalla dimensione e dalla complessità del modello scelto da realizzare.

E’ vero che negli ultimi anni la tecnologia si è evoluta molto rapidamente, tanto che oggi chiunque può avere una stampante in 3d a casa o in ufficio, perché i costi si sono abbassati notevolmente rispetto alle prime stampanti di questo tipo uscite sul mercato e di certo nei prossimi anni le stampanti 3D continueranno a evolversi, con una diffusione sempre più capillare anche al grande pubblico.

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